Pinterest: inclusività e ispirazione al centro della nuova strategia “human centric”

Il 7 Aprile 2021 Pinterest, il social network fondato da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra nel 2010, ha tenuto un evento in cui ha reso note al pubblico una serie di novità introdotte sulla piattaforma, riguardanti soprattutto alcuni nuovi strumenti di moderazione dei contenuti: tra tutti, spiccano il Creator Code e il Creator Fund.

 

Una spinta al rispetto e all’inclusività: il Creator Code

 

“Pinterest è diventato quasi l’ultimo angolo positivo di Internet, abbiamo investito un enorme sforzo per mantenere la negatività offline” ha affermato Evan Sharp, co-founder, Chief Design e Creative Officer di Pinterest. “Quando si è circondati dalla negatività e da un senso di inadeguatezza, è difficile riuscire a essere creativi. Su Pinterest, però, è tutta un’altra storia. Facciamo della gentilezza il nostro caposaldo e mettiamo il benessere dei creators al primo posto. Scopri come cambiano le cose quando crei contenuti in una community più aperta e accogliente.”

Si apre così la nuova pagina che illustra il Creator Code, uno dei nuovi strumenti di moderazione ideati da Pinterest con lo scopo di far crescere una community basata sul rispetto dell’altro, sull’inclusività, sulla positività e sull’ispirazione. Il Creator Code è la politica sui contenuti progettata da Pinterest per far sì che la piattaforma rimanga un luogo sicuro e stimolante: il codice impone l’accettazione delle linee guida prima che i creators possano iniziare a pubblicare Pin, ed è composto da soli 5 articoli, concisi ma d’effetto.

 

Il primo articolo invita ad esprimere chi sei, ma senza provocare danni: Pinterest incoraggia gli utenti a condividere contenuti di qualità, che rispecchino se stessi, il loro personale punto di vista e la loro esperienza. Ma lo fa ricordando di prestare attenzione affinché la propria libertà d’espressione non finisca per danneggiare o offendere un’altra persona o un gruppo di persone. Un esempio: evitare di utilizzare frasi come “Errori di stile da evitare” se si vogliono condividere idee di moda, per non deridere o umiliare le persone che si vestono in un certo modo. Oppure, nel proporre ricette che reinterpretano piatti tradizionali, non utilizzare stereotipi scherzosi o offensivi legati a una cultura o a una comunità.

 

Il secondo punto è parla di qualcosa, ma verifica la realtà dei fatti, ovvero, condividi ciò che avviene nel mondo, per aiutare le persone a imparare e a crescere, ma prenditi il giusto tempo per verificare i fatti su cui si basano i contenuti che pubblichi. “In un mondo in continua evoluzione” si legge sotto quest’articolo “è facile diffondere informazioni non vere”. Perciò, ad esempio, bisogna fare attenzione a condividere modi creativi per decorare i dispositivi di protezione individuale di cui abbiamo imparato a non poter fare a meno, senza però diffondere informazioni o pratiche prive di fondamento scientifico che possano ledere la salute di qualcuno.

 

Nel terzo articolo Pinterest invita ad ispirare l’azione, ma senza provocare danni, detto in altro modo a condividere informazioni che instillino nelle persone nuove idee ma senza incoraggiare azioni che potrebbero provocare danni, come quelle che necessitano dell’utilizzo di materiali pericolosi o che richiedono di affrontare sfide che mettono a rischio la sicurezza delle persone.

 

Il penultimo punto si concentra invece sul condividere idee originali, anche sotto forma di contenuto visivo, ma senza oltrepassare il limite, affinché Pinterest rimanga un luogo sicuro per tutti. Sì ai contenuti artistici che promuovono un rapporto sano con il proprio corpo, no ai contenuti espliciti o che raffigurano le persone come oggetti sessuali.

 

Infine troviamo un invito a incoraggiare le persone, piuttosto che dividerle. “Pinterest è un luogo dove si respira positività e tu puoi contribuire a mantenerlo tale” si legge in chiusura nell’ultimo punto del creator code, che invoglia a diffondere idee che uniscano le persone, e non danneggino o fomentino odio verso determinati gruppi o comunità.

 

In un anno tumultuoso come il 2020, segnato dalla pandemia globale e da movimenti politici e di rivolta in tutto il mondo, Pinterest ha scelto di puntare su un’idea che rafforzasse la community e contribuisse a creare uno spazio positivo e stimolante, che appare in contrapposizione al mood di altri social che divengono spesso teatro e culla di disinformazione, discussioni e attacchi personali tra gli utenti.

 

“Siamo stati tra le prime piattaforme a vietare tutti gli annunci di disinformazione politica o sanitaria, l’incitamento all’odio, al bullismo o all’autolesionismo, per questo il nuovo creator code è così importante” sottolinea, ancora una volta, Evan Sharp.

 

Ma l’impegno di Pinterest per l’inclusività non si esaurisce qui: la nascita del Creator Fund

 

Un’altra novità a richiamare l’attenzione è l’introduzione del Creator Fund, un fondo da 500 mila dollari messo in campo per supportare i creators appartenenti a categorie sottorappresentate. Il programma, che attualmente è disponibile solo negli Stati Uniti, ha permesso di collaborare con creators appartenenti a diversi background e ha dato loro la possibilità di seguire corsi di formazione, di consulenza strategica creativa e di ricevere budget per la creazione di contenuti. L’iniziativa è nata dalla necessità di supportare quei creators e quelle comunità che sulla piattaforma appaiono sottorappresentate, e l’obiettivo di Pinterest è quello di continuare a lavorare con persone provenienti da ambienti di minoranza, assicurandosi che il 50% di coloro che prendono parte al programma provenga da categorie sottorappresentate.

 

In un mondo in cui “le aziende tecnologiche si comportano spesso in modi che appaiono inumani”, spiega Evan Sharp, Pinterest è impegnato a costruire una società tecnologica Human centric, ovvero con al centro l’essere umano, per costruire un business al servizio dei nostri utenti e dei nostri azionisti”.

 

Rimane solo da attendere, per vedere se i nuovi strumenti introdotti da Pinterest sortiranno gli effetti desiderati e se le nuove idee permeeranno altri canali social, raggiungendo così un bacino di utenti sempre più vasto e rendendo quello human centric l’approccio chiave e fondante del mondo di internet.

 

 

Maria Teresa Cimmino

Studentessa di Psicologia Sociale, Economica e delle Decisioni, il lungo e talvolta incomprensibile nome del suo cdl rispecchia la sua indole da inguaribile curiosa.

 

Appassionata di comunicazione digitale, attualità e sostenibilità, punta a trasmettere ciò che impara a più persone possibili attraverso la scrittura.