Come l’uomo più ricco del mondo vuole spendere i suoi soldi e salvare il pianeta

L’8 gennaio di quest’anno Elon Musk è diventato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio di quasi 190 miliardi di dollari, superando persino Jeff Bezos proprietario di Amazon; Tesla, la sua azienda più redditizia vale più di Facebook ed è il CEO di altre 3 realtà altrettanto futuristiche: Space X, Neuralink e The Boring Company. Nei suoi tweet dichiara come vuole utilizzare quei soldi: per salvare l’umanità.

 

Quando ha saputo della notizia, ha riflettuto solo un secondo, per poi replicare: “bene, torniamo al lavoro”, Elon Musk è il tipico genio che lavora sodo e negli ultimi tempi si è fatto conoscere da tutto il mondo per i grandi risultati ottenuti: ben 26 missioni spaziali nell’anno del Covid-19, le azioni di Tesla che salgono del +500% in un anno, il suo Falcon 9 che si conferma come miglior razzo riutilizzabile esistente, il progetto “LaunchAmerica” con il quale gli Stati Uniti sono tornati a decollare dal suolo americano grazie alla Crew Dragon – la prima navicella commerciale – e la recente acquisizione di due piattaforme petrolifere per lanciare i razzi. Ciò che desta ancora più scalpore sono le sue intenzioni future che puntualmente dichiara tramite degli enigmatici e a volte folli tweet: da creare una sorta di treno velocissimo (1220 km/h) denominato Hyperloop a levitazione magnetica che in poco tempo permette di viaggiare tra le grandi città del mondo, ad impiantare un chip nel cervello umano che consenta la cura di malattie neurodegenerative e il movimento di arti robotici con il pensiero per aiutare chi ha subito amputazioni, fino alla Tequila marcata Tesla.

 

 Tuttavia è noto da anni che l’obiettivo principale del CEO visionario è, tra tutti, colonizzare Marte per dare all’umanità una seconda casa.  Secondo il co-founder di PayPal l’uomo metterà piede su Marte nel 2025. Ci vorranno una ventina d’anni e circa 1000 Starships per costruire la prima città sostenibile sul pianeta rosso; su questo progetto è pronto a scommettere gran parte dei suoi soldi.  

 

Negli ultimi giorni si è però aggiunta una novità: “donerò 100 milioni di dollari come premio per la miglior tecnologia di cattura del carbonio” recita il tweet a cui ha fatto seguito un secondo in cui promette maggiori informazioni durante la settimana successiva. Un sistema in grado di catturare l’anidride carbonica dall’atmosfera terreste e trasformarla è una delle possibili soluzioni per contrastare il cambiamento climatico, in linea con questa proposta c’è persino il presidente Joe Biden che oltre ad aver firmato per rientrare negli accordi di Parigi, ha intenzione di prendere dei provvedimenti per accelerare lo sviluppo di questa tecnologia.

 

Un sistema simile esiste già e viene utilizzato in alcuni impianti industriali: catturare la CO2 alla fonte stessa prima che venga emessa nell’atmosfera e trasportarla in una struttura apposita per essere stoccata (sistemi chiamati Ccs). I problemi principali però sono 2: i costi elevati e il rischio per la sicurezza: eventi geologici o problemi interni, potrebbero danneggiare gli impianti di stoccaggio e una fuoriuscita improvvisa di questo gas può avere importanti effetti di cui già si sono registrati casi di vittime in passato. Per ovviare a ciò sono state fatte delle proposte di sistemi alternativi detti Ccu (Carbon Capture and Utilization) che catturano anidride carbonica e invece di immagazzinarla, la utilizzano trasformandola in sostanza utile. Un’altra problematica che bisogna affrontare è il fatto che il biossido di carbonio non può essere comodamente catturato dal camino di un qualsiasi impianto industriale, bensì direttamente dall’atmosfera terrestre la quale, oltre a rendere difficile un sistema di cattura e separazione delle componenti, contiene molta CO2, ma in maniera estremamente diluita.

 

La proposta di alcuni è prendere spunto dagli organismi che sono maestri in questo tipo di attività di cattura e trasformazione dell’inquinante: gli alberi, il come però rimane una sfida a cui alcuni laboratori stanno già lavorando; non ci resta che aspettare il genio che farà la miglior proposta guadagnandosi i 100 milioni di Elon Musk…basterà questo per salvare il pianeta?

Beatrice Mula

Studentessa al primo anno di scienze e tecniche psicologiche, iscritta al percorso platinum del ciclo 10.0 di iBicocca con l’obiettivo di ampliare i suoi orizzonti.
Insaziabile curiosa e avida lettrice si interessa di molti ambiti dallo sport al digital, dalla scienza all’innovazione fino alla cultura nella sua interezza.
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