fallimento di startup

iKnow: Startup Geeks, imparare dal fallimento di startup italiane

Cosa si può imparare dal fallimento delle startup? Durante questo evento iKnow, Startup Geeks ci ha parlato dell’importanza della cultura del fallimento, poco diffusa in Italia, e di come riuscire a gestirlo.

 

Startup Geeks: il lato positivo del fallimento

 

Startup Geeks, evento iBicocca, fallimento di startup, Boceda e D'Amato

Startup Geeks viene presentata da Giulia D’Amato e Alessio Boceda, i due co-founder. Giulia è laureata in Lettere e Comunicazione, la sua esperienza lavorativa è sempre stata all’interno di startup, tra cui Gympass (startup ora presente anche in Italia). Alessio è laureato in Management, ha lavorato per Amazon e per altre grandi aziende.

Se hai un’idea, perché diventi un progetto, c’è bisogno di un atto di coraggio. Alessio e Giulia hanno iniziato scrivendo un blog in Germania, per poi decidere di ritornare in Italia, a Mantova, per raccontare cosa c’è dietro ad una startup, da dov’è nata l’idea, i problemi che ci sono stati e come li hanno affrontati. Vogliono trasmettere valore e spunti per chi legge o ascolta le loro interviste. Però, nessuno parla di una tematica importante, cioè del fallimento, dell’idea che non è andata bene, della riflessione sugli errori commessi per poi prenderne spunto. È difficile trovare persone che ne parlino. L’aspetto del fallimento non corrisponde alla bancarotta o frode. Nella cultura italiana fallire significa essere denigrati e vergognarsi, rispetto all’estero dove viene affrontato in maniera completamente diversa, essendo considerato un arricchimento alla propria esperienza personale.

Per Startup Geeks fallimento significa progetto che non ha raggiunto gli obiettivi desiderati e che è stato, quindi, abbandonato.

 

La cultura del fallimento

 

Secondo uno studio condotto in Europa le cause principali di fallimento sono il team, difficile da trovare o da allineare su un’unica vision; business model; prodotto; marketing/fidelizzazione e soldi finiti.

Alessio e Giulia tramite le conversazioni e interviste con i founder che hanno un fallimento alle spalle hanno imparato che non bisogna partire da soli; bisogna definire i ruoli e cercare complementarietà nel team; non innamorarsi della propria idea ma essere pronti e flessibili a cambiare i propri piani; agire e non solo pianificare; studiare i competitor; porsi degli obiettivi e rimanere focalizzati su essi, con la conseguenza di imparare a dire di no; dedicare il giusto tempo nel prendere le decisioni; trovare un mentor e ascoltarlo.

Lorenzo Tancredi: il case study di iOmaggi

 

Nella seconda parte dell’incontro hanno intervistato Lorenzo Tancredi, ospite a sorpresa, che ci ha parlato della sua esperienza personale e dell’aspetto emotivo che c’è dietro ad un fallimento. Lorenzo è imprenditore, consulente e proprietario di varie aziende, alcune startup, altre aziende grandi. Ha dedicato tre anni alla sua startup iOmaggi, l’idea nata tra colleghi di creare una piattaforma online che offrisse coupon per provare gratuitamente un servizio in una determinata struttura, poi qualora tu avessi deciso di ritornare avresti pagato a prezzo pieno senza nessuna scontistica. Ci racconta che il momento in cui ha trovato l’investitore è stata la cosa peggiore, perché in quel momento ha capito veramente di far startup.

Il tempo passava, ma il progetto non funzionava, pian piano ha percepito la consapevolezza che era finita. Fallire nella propria idea fa molto male. “Il giorno in cui l’ho detto è stato il più brutto della mia vita, ad esempio il mio amico non accettava la sconfitta”. Ci racconta che paradossalmente gli è cambiata la vita. Il fatto di essere sempre stato trasparente ha ripagato molto, tuttora è in contatto con i suoi ex-dipendenti. Le prime settimane sono state molto dure, non bisogna abbattersi ma ripartire. È “grazie al fallimento che sono la persona di oggi”, racconta. Ha capito dove ha sbagliato e ha imparato. Consiglia sempre di raccontare la propria idea e di ascoltare i feedback ricevuti.

Conclude l’intervento con una bellissima frase: “A fallire è il progetto e non la persona”.

Startup Geeks, evento iBicocca, fallimento di startup, Boceda, D'Amato, Tancredi

 

Articolo a cura di Sabrina Zogno