iKnow: Cesare De Cal invitato da Apple a 18 anni

“L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai” diceva Steve Jobs.

Non potrebbe esserci frase migliore per descrivere Cesare, l’ospite d’eccezione che ha animato il nostro ultimo incontro ad iBicocca.

Diciannovenne talentuoso, Cesare De Cal è il più giovane italiano invitato alla World Wide Developer Conference a San Francisco.

Sviluppa app per passione e per professione. Per la sua è età uno dei developers più in vista del momento sul panorama italiano e internazionale.

L’evento di oggi è stato molto coinvolgente e un po’ diverso dal solito: uno scambio di opinioni peer-to-peer, piuttosto che una tradizionale conferenza frontale.

L’incontro è stato portato avanti dalla nostra curiosità e dalle nostre domande, a cui lui ha risposto con chiarezza ed entusiasmo.

Questo approccio è stato proficuo per entrambe le parti: ha permesso a noi, il pubblico, di ampliare le nostre conoscenze in maniera diretta, e al relatore di entrare meglio in contatto con l’atmosfera che si respira nella sua nuova università. Ebbene sì, Cesare è una matricola della Bicocca!

Non potremmo essere più orgogliosi di avere tra noi i nostri ranghi una delle promesse italiane nel mondo della tecnologia!

Alcuni iStudents hanno scoperto per caso, grazie a Facebook, che il noto De Cal si era immatricolato a informatica e hanno ben pensato d’invitarlo a parlare ad iBicocca. Si tratta di una testimonianza molto importante, soprattutto per noi studenti. Avere avuto l’opportunità di incontrare un ragazzo come noi, che però ha già fatto tantissime esperienze e che lavora, penso sia stato estremamente utile. Cesare, che incarna perfettamente i valori che iBicocca si propone di diffondere, è sicuramente un grande esempio… un esempio tangibile e concreto.

 

Che cosa lo ha portato fino in America?

 

“I miei obiettivi. La passione per l’informatica mi ha aiutato a cercare i miei obiettivi e ad uscire dalla mia comfort zone. Quindi mi sono fatto forza e sono volato fino in U.S.A.”

 

Questa passione è frutto di un sano mix di curiosità e creatività che Cesare si porta dentro fin da quando era all’asilo: da aspirapolvere costruiti con la carta alla sua azienda di App Development

Beh, che dire? Per un ragazzo di appena 19 anni tanto di cappello!

Probabilmente molti di noi direbbero che Cesare è ormai arrivato, che ha trovato la sua strada e che ora non può far altro che crescere nella sua attività e vivere la sua vita.

La domanda che sorge spontanea, alla luce di tutto ciò, è “Che senso ha dunque iscriversi all’università?”. Nella visione dai più condivisa, l’università dovrebbe essere il trampolino di lancio sul mondo del lavoro… quindi, per uno che fondamentalmente il lavoro ce l’ha già, che senso ha dedicare energie e tempo allo studio universitario?

 

“La laurea è un po’ una convenzione sociale. – dice Cesare – È importante ma non basta. Ho scelto di frequentare l’università per un motivo più profondo: l’università insegna a imparare.”

 

L’università fornisce stimoli che sta a noi recepire e coltivare. L’università ci offre l’opportunità di metterci in gioco e di conoscere persone.

Proprio su quest’ultimo argomento si è focalizzato Cesare: l’importanza delle relazioni interpersonali.

Ampliare i propri giri di conoscenze è fondamentale per entrare in contatto con nuovi orizzonti, di qualsiasi tipo. Fare network è fondamentale. Confrontarsi con altri e condividere le proprie idee aiuta a scoprire nuovi interessi e potenziali passioni. Ci può aiutare a trovare la nostra “nicchia d’azione”, la nostra specialità.

 

Ma come fa Cesare a conciliare il suo lavoro con lo studio e il tempo libero?

 

“E’ davvero tosta! Andare ad eventi, seguire le lezioni, lavorare… non è per niente facile.

Però ci sono diversi modi. Ho adottato alcune strategie per ottimizzare lo studio al meglio senza compromettere passioni e tempo libero. Ho iniziato a delegare i compiti. Adesso lavoro su 2 progetti in media e non più su 10 come facevo prima. Ho iniziato a collaborare con gente di tutto il mondo grazie a siti internet che mettono in contatto gli sviluppatori. Quelle cose che prima facevo io ora lo delego ad altri. E’ un servizio che non costa molto, contrariamente a quello che si potrebbe pensare. Ho assunto anche diversi assistenti virtuali per agevolarmi i compiti.

Studio guardando video su YouTube, imparo grazie a tutorial.

Il mio tempo è prezioso. Non voglio privarmi della mia vita sociale e dell’attività fisica, che mi fanno star bene. Grazie a questi “trucchetti” riesco a fare nuoto due volte a settimana e a uscire con gli amici.”

 

Come aveva ribadito anche Alessandro Donadio alla presentazione del suo libro “HRevolution”, il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo a disposizione ed è bene non sprecarlo, soprattutto in attività che sono poco produttive.

Cesare sembra dunque aver capito alla perfezione quello che Alessandro ci ha detto un paio di settimane fa. Il tempo non ci torna indietro, quindi gestiamolo al meglio e riusciremo a fare tutto quello che vorremo. E’ fondamentale organizzarsi, avere delle linee guida – soprattutto sul lavoro – e non fare affidamento sull’improvvisazione. La preparazione iniziale è il primo step da fare per evitare sprechi di tempo e di energie.

 

Cesare è convinto che il miglior modo per investire nel proprio spare time sia viaggiare, soprattutto andare all’estero. L’esperienza negli Stati Uniti gli ha lasciato un segno indelebile nel cuore, ma soprattutto nella testa e nel modo di vedere le cose:

 

All’estero è tutto diverso: c’è più spirito di fare. Non voglio generalizzare, ma ho notato che là si intraprendono progetti perché si crede davvero in essi… non è tutto finalizzato al vincere un premio o ad avere dei meriti, come pare che funzioni qui in Italia.

Negli U.S.A i ragazzi vanno alle competizioni informatiche – alle quali anche io ho partecipato – per mettersi alla prova, non per vincere.

Vincere è bello, sicuramente, ma la gioia del viaggio sta nel percorso e non tanto nella meta.”

 

Il consiglio di Cesare per noi… da studente a studenti?

 

“Viaggiate, uscite, sgombratevi la mente da ogni pregiudizio. Apritevi al mondo e alle opportunità che esso offre. Uscite dalla vostra comfort zone e mettetevi alla prova. Fate più esperienze possibili, soprattutto fuori dall’università. Esplorate più che potete, esplorate voi stessi e andate alla ricerca della vostra passione. Le passioni sono ciò che ci fa sentire vivi, sono quel valore aggiunto che anche le aziende cercano quando assumono.

Conoscete voi stessi e siate creativi e curiosi!”

 

Siamo molto grati a Cesare per aver accettato l’invito a partecipare al nostro evento.

La sua simpatia e la sua intelligenza hanno portato una piacevolissima ventata di freschezza all’ iKnow di oggi.

Non possiamo che augurare il meglio al nostro collega bicocchino, che – molto probabilmente –  dal prossimo semestre entrerà a far parte del nostro team!

 

Cesare De Cal stands for iBicocca!

 

Stay tuned!

 

Articolo scritto da Luigi Bresciani (iStudent 5.0)