iKnow: tech e digital innovation con Barbara Gasperini

Innovazione come driver dell’evoluzione dell’individuo e della comunità, che necessita di capacità analitica e critica per cogliere e riflettere sulle sfide che la tecnologia pone nella società odierna. Questo il tema dell’incontro con Barbara Gasperini, direttrice del magazine The New’s Room, giornalista per il Corriere della Sera e per Startupitalia!, autrice e conduttrice di programmi televisivi su Rai e La7.

Spesso si associa la parola “innovazione” a contesti che si riferiscono a startup, digitale, produttività e business, tralasciandone il significato più alto, cioè quello di cambiamento. Prendendo in prestito le parole di Alvin Toffler (futurologo statunitense, 1928-2016), “change is the process by which the future invades our lives”, è chiaro come l’innovazione entri nelle attività quotidiane, avanzando esponenzialmente e richiedendo una forma mentis duttile per essere governata. Un esempio è la vendita di smart speaker, come Amazon Echo e Google Home, in crescita nel nostro Paese, che permettono di svolgere processi in modi nuovi, tra cui informarsi sulle ultime notizie o interagire con gli elettrodomestici.

In una società iperconnessa e che muta così velocemente bisogna chiedersi, quindi, come evitare che le conoscenze acquisite non diventino obsolete e permettano la competitività sul mercato del lavoro. Un approccio di lifelong learning è, pertanto, necessario ed è ciò che mantiene la società aggiornata e la spinge a essere preparata per il cambiamento. Le community diventano luogo preferenziale per il confronto con professionisti e colleghi, esponendo i partecipanti a contaminazioni tra diversi saperi, che possono portare a nuove opportunità imprenditoriali. Ne sono un esempio i tessuti che permettono di generare corrente per dispositivi wearables quando compressi o tirati, algoritmi di intelligenza artificiale per rendere maggiormente sostenibile la produzione nell’agricoltura o api robotiche che riescono a superare la tensione superficiale dell’acqua per compiere operazioni di ricerca e monitoraggio in luoghi inaccessibili a esseri umani.

I settori tech e digital possono, quindi, innescare un circolo virtuoso per la società ma richiedono l’adeguamento delle competenze ai nuovi posti di lavoro e una classe dirigente preparata per legiferare sulle questioni inedite e inevitabili del progresso, come applicazioni dell’ingegneria genetica a livello terapeutico – negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha approvato una terapia antitumorale che comporta la modificazione genetica delle cellule immunitarie del paziente – oppure se un robot debba essere considerato un individuo sociale – Sophia, creata dalla Hanson Robotics, ha ottenuto infatti la cittadinanza saudita.

Serve lungimiranza, velocità e consapevolezza per gestire determinati temi perchè “il cambiamento non arriverà se aspettiamo qualche altra persona o qualche altra volta. Noi siamo quelli che stavamo aspettando. Noi siamo il cambiamento che cerchiamo” (B. Obama).

 

Articolo a cura di Lorenzo Stevenazzi