iExample: Skyres, innovation driven

Fare business orientato all’innovazione, finanziando trend internazionali e costituendo società per sviluppare prodotti e portarli sul mercato è ciò che fa Skyres, di cui incontriamo il CEO e Innovation Manager Rodolfo Pinto.

Fondata nel 2005 e attiva dal 2010 nel tech scouting, finanziarono, tra le altre, Cola, startup della Silicon Valley che sviluppava una delle prime piattaforme di messaggistica al cui interno erano integrate applicazioni per compiere svariate operazioni.

Negli anni successivi decisero di acquisire conoscenze per poi svilupparle internamente e costituire nuove società. Entrarono, quindi, nei settori dell’IoT applicato al mercato assicurativo, con progetti riguardo l’implementazione di scatole nere su autovetture, e dei mobile payments.

Nel 2015 comprarono un brevetto dell’Università di Harvard sull’utilizzo di una molecola organica, l’antrachinone, per immagazzinare energia elettrica e fondarono Green Energy Storage con l’obiettivo di produrre una batteria a basso impatto ambientale che potesse essere usata come sistema di accumulo per le fonti di energia rinnovabili. Questo mercato è in forte crescita e si stima avrà un valore di 400 miliardi di dollari entro il 2023.

I problemi iniziali di natura tecnica, come riproducibilità della ricerca di Harvard e scalabilità del risultato, furono risolti in soli tre anni grazie ad ampie collaborazioni con l’Università di Roma Tor Vergata, la Fondazione Bruno Kessler e partner industriali. Il team, situato a Povo (TN), è attualmente composto da 23 persone, tra cui dieci Postdoc e due PhD, e la loro ricerca è finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, dalla provincia di Trento e da privati tramite crowdfunding. L’antrachinone viene inoltre ricavato dagli scarti del petrolio, in un’ottica di economia circolare, e la batteria a flusso prodotta risulta chimicamente più stabile di quelle al litio e con ridotti costi di smaltimento.

Green Energy Storage è, quindi, riuscita ad attrarre ricercatori italiani che, rientrando dall’estero, hanno potuto prendere parte al progetto e si pone come un interlocutore per lo sviluppo di un hub di eccellenza nel settore energetico che, forte delle collaborazioni a livello europeo e mondiale, possa essere ricettivo verso le conoscenze e la valorizzazione dei talenti.

 

Articolo a cura di Lorenzo Stevenazzi