Circuiti Flessibili

iExample: Fleep Tech, circuiti flessibili e riciclabili

Cosa sono i circuiti flessibili? È possibile stampare un circuito elettronico?
Si è concluso uno degli ultimi incontri del ciclo 7.0 , in cui gli iStudent di iBicocca hanno osservato da vicino una delle ultime frontiere dell’IoT.

Giorgio Dell’Erba: Lo startupper italiano che rende flessibile l’elettronica

 

FLEEP Technologies è una startup nata come spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che si occupa di circuiti elettronici flessibili, stampabili e riciclabili. Abbiamo ospitato il CEO e Co-founder Giorgio Dell’Erba, che, dopo il PhD in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano e Istituto Italiano di Tecnologia, è stato premiato nel 2016 come Young Innovator Under 35 dal MIT Technology Review Italy.

Durante la fine del dottorato lavorò all’interno di una collaborazione tra l’azienda Flex, al tempo Flextronics, e l’Istituto Italiano di Tecnologia per realizzare un sistema di conteggio per le dosi di farmaco degli inalatori per l’asma. L’applicazione di circuiti flessibili ai loro prodotti, senza la modifica sostanziale della catena di produzione, si rivelò la soluzione migliore. Intuendo le potenzialità di questa tecnologia, Giorgio Dell’Erba partecipò con un progetto di trasferimento tecnologico al Fulbright BEST Program, in cui aspiranti imprenditori frequentano un Master in Entrepreneurship and Management presso la Santa Clara University in Silicon Valley e apprendono utili best practices.

Circuiti Flessibili, Giorgio dell'Erba ad iBicocca

Circuiti flessibili e stampabili: l’innovazione si fa sostenibile

 

Al ritorno in Italia fonda FLEEP Technologies, startup che cambia il paradigma con cui viene fabbricata l’elettronica: il circuito non è più assemblato a partire dai costituenti fondamentali, ma stampato su supporti plastici con una tecnologia simile a quelle della stampanti inkjet. Metalli rari come platino, oro e tantalio sono sostituiti da inchiostri polimerici, diminuendo l’impatto ambientale della produzione delle componenti elettroniche e il successivo smaltimento. Questo processo permette, inoltre, di ridurre i costi dovuti per la quasi totalità al processo di assemblaggio, ottenendo al contempo un oggetto flessibile, leggero, trasparente e riciclabile. L’elettronica così prodotta può essere applicata facilmente a oggetti già esistenti, rendendoli smart e lasciandone inalterata la forma, oppure integrata in nuovi prodotti: un esempio sono le etichette su prodotti alimentari che mostrano messaggi animati e lo stato di conservazione, oppure timer per la scadenza dei cosmetici una volta che sono stati aperti.

Si abilita, quindi, la produzione di dispositivi elettronici a basso costo, basso impatto ambientale, riciclabili e facilmente scalabili che saranno la nuova frontiera di un internet of things che possa chiamarsi tale.

Articolo a cura di Lorenzo Stevenazzi.