iExample: da hobby a business, il caso di Dolly Noire

Dolly Noire nasce 15 anni fa, su una panchina in un “parchetto” dall’amicizia di 4 ragazzi. A Buccinasco, hanno iniziato a vendere le magliette ad amici e poi ad amici di amici.

In tutto il loro progetto c’è un senso di unione che si nota in tante scelte: la creazione di una community di ambassador, le campagne di charity e il sostegno sfrenato a ogni tipo di arte.

Una grande voglia di includere che rende speciale questo brand. “Dolly” riporta alla pecora nata grazie alla clonazione nel ’96 e simbolo di un mondo tutto uguale. “Noire”, nero perché l’obiettivo è essere persone sincronizzate, ma diverse tra loro.

L’importanza di un team solido è ricordata anche da Daniele Crepaldi: “L’investitore e le banche hanno creduto in 4 ragazzi formati”. Ora il team si è espanso creando dei veri e propri dipartimenti: marketing, prodotto, etc.

Ogni collezione si ispira a un tema, riconoscendo lo storytelling come passaparola tra ragazzi. “Quando si indossano i nostri prodotti, si ha anche qualcosa da raccontare” dice Daniele.

Hanno grandi obiettivi di espansione con collaborazioni in giro per il mondo, come Tokyo. Il futuro è vicino come la grande community di 1200 persone che sono riusciti ad unire.

Il loro nuovo punto vendita in corso ticinese ospita eventi e vuole diventare un luogo dove sarà possibile studiare e lavorare, un vero e proprio meeting point.

 

Articolo a cura di Arianna Goldoni