iExample: Beyond the Gate

Marco Arena è CEO e founder di Beyond the Gate, start up italiana che applica la realtà virtuale a progetti di edutainment. L’abbiamo avuto ospite in iBicocca e ci ha raccontato come si passa dall’occuparsi di cambiamento climatico e sostenibilità all’ONU, sua precedente occupazione, al progettare un’avventura nei panni di un arciere del 1400 nel milanesissimo Castello Sforzesco.

Sì perché presto Beyond the Gate lancerà il suo primo progetto e lo farà a Milano: si tratta di Beyond the Castle, un’esperienza virtuale che prevede una tradizionale visita al Castello Sforzesco che termina però in modo del tutto inusuale. In cima a una delle torri, i visitatori indossano i visori della realtà virtuale, impugnano i joystick e si calano in un’avventura storicamente attendibile in cui, nei panni di un arciere, difendono il castello dall’attacco dei nemici. Una proposta che fa salire l’adrenalina al solo ascoltarla!

In effetti Marco ci racconta che il livello di soddisfazione dei primi visitatori è altissimo. Ma per chi è pensato il progetto? E soprattutto, come si sviluppa?

La realtà virtuale è un media trasversale a diversi campi e Beyond the Gate cerca di intercettare in particolare i turisti e gli studenti. Beyond the Castle non è pensato per i business, ma per il consumatore, che lo fruisce in un luogo iconico di Milano: il turista vive l’esperienza di una vita, il milanese vede la propria città con occhi diversi, e lo studente apprende tramite un’esperienza in primo luogo ludica. E qui entra in gioco l’edutainment: «progetti come quelli di Beyond the Gate risolvono il problema di chi cerca di veicolare contenuti culturali senza riuscirci», spiega Marco. La realtà virtuale permette infatti di catturare facilmente l’attenzione dei più giovani e propone loro una diversa modalità di apprendimento, più interattiva e più efficace sul lungo tempo: lo studente non è spettatore passivo, ma interagisce con la storia e la modalità esperienziale favorisce la conservazione di quanto imparato per tempi più lunghi rispetto a quanto non accada sui banchi di scuola.

È da considerazioni di questo tipo che nasce l’idea di Beyond the Gate. La mancanza di esperienze che possano coinvolgere i nativi digitali e i turisti orientali e americani – che potrebbero trovare il binomio cultura-tecnologia particolarmente interessante –, il fatto che la storia piaccia ma che al contempo non la si possa esperire in prima persona: sono questi i fattori che portano all’ideazione di progetti quali Beyond the Castle. Ma poi? Marco risponde che le idee buone vanno raccontate, che bisogna costruirsi un network, e prima ancora un team valido; che poi vanno cercati i finanziatori e che il progetto va presentato con un pitch efficace, che dimostri le potenzialità della squadra e del suo lavoro.

Questo per iniziare. A marzo prenderà il via l’esperienza di Beyond the Castle, ma in futuro? Marco Arena spiega che Beyond the Gate ha già attirato l’attenzione a livello internazionale e che in cantiere c’è anche un progetto su Dante e la Divina Commedia.

 

Articolo a cura di Sara Ballabio