iBook: Human-Centered Work

Human-Centered Work, il tag book capolavoro di Edoardo Turelli, che incentra i propri argomenti sulla natura dell’uomo, sulla sua dimensione intrinseca, sia relazionale che professionale.

Ma partiamo dall’autore! Edoardo è un  IT Engineer, attualmente vive a Londra e lavora in una IT company nel settore della distributed computing e software engineering. Da bambino, mentre tutti giocavano ai primi videogiochi a PC, preferì scoprire il mondo della programmazione, capire come funzionasse un computer, i programmi e tutte le parti di sviluppo software. Cosicché, attraverso innumerevoli sacrifici, è riuscito ad arrivare al suo obiettivo.

Ma come ha fatto? Semplice, ha capito che è particolarmente abile nello svolgere una determinata attività, che gli piaceva, perseverando e concentrando tutte le sue forze per eccellere in quell’ambito e dimostrare di essere il migliore. Ed è proprio questo il messaggio che, all’ultimo evento targato iBicocca, egli ha voluto trasmetterci. Coniugare l’utile con il dilettevole spingendo al massimo per raggiungere l’obiettivo prefissato, e LOTTARE affinché il sogno si realizzi, prenda forma e concretezza il successo di ognuno di noi.

Alquanto preziosi, invece, appaiono i consigli che il relatore si è sentito di dare a noi giovani.

Riassumiamoli in 3 punti chiave:

  1. Fare quello che ci piace, non trascurando gli studi e la carriera professionale, focalizzandoci e impegnandoci al 100% nel farlo al meglio, stimolando così interesse e attenzione nella società, divenendo un punto di riferimento per la stessa.
  2. Fare il maggior numero di esperienze possibili, soprattutto all’estero. Non fermarsi e bloccarsi in un punto, ma reinterpretarsi continuamente, CADERE e RIALZARSI e continuare a testa alta per raggiungere il traguardo desiderato. Nulla accade per caso e nulla ci è dovuto, ma tutto è frutto del nostro lavoro, della nostra personalità e ambizione. Cercare sempre di esplorare nuovi confini,  culture e mentalità.
  3. Essere imprenditivi e innovativi nonché creativi cercando  di portare il proprio “tocco di classe” che è unico e non imitabile.

L’uomo è nato per imparare continuamente, per migliorare costantemente le proprie skills e per apportare un beneficio alla società in cui vive influenzandola positivamente attraverso le proprie capacità, potenzialità, mentalità e carattere.

Edoardo intende, a seguito delle sue esperienze, scrivere questo libro ricollegandosi non solo all’ambito tecnologico ma soprattutto umano e sociale. Egli ci ha, ad esempio, parlato del ruolo di un leader. Un leader non è un capo, non comanda i suoi dipendenti, non prende iniziativa senza prima consultare il team, non agisce trasferendo  le proprie responsabilità in capo al team. Un vero leader, ASCOLTA le esigenze del proprio team e COSTRUISCE valide soluzioni. Un leader non fa pesare l’errore, ma lo inserisce in una prospettiva costruttiva, cosicché tutti possano imparare e migliorarsi costantemente. Il leader deve essere quella persona dotata di intelligenza emozionale, deve saper studiare quindi il lato emotivo della persona che ha davanti, sapersi mettere nei suoi panni e capire le sue necessità. Un leader opera allo stesso livello del team, quasi ne facesse parte integrante e non sentendosi superiore e autoritario. Un leader sa come organizzare il proprio team affinché esso produca i migliori risultati, lavorando in modo efficace e stimolante. Un leader deve cercare di creare una famiglia attorno a sé, perché alla base di ogni rapporto umano ci deve essere fiducia e comprensione.

Ed è proprio questo che ci differenzia dai robot e che questi ultimi non potranno mai avere: creatività ed emotività.

Edoardo dice, appunto, che noi abbiamo la fantastica dote di poter creare, inventare ma soprattutto saperci relazionare con una persona e non c’è nulla di meccanico, nulla di pianificato e messo in pratica alla perfezione. Qui c’è una mente, un cuore e tanta voglia di dimostrare che possiamo rompere gli orizzonti dei pregiudizi, di eccellere in un determinato settore e impegnarsi per rendere il futuro sempre migliore.

Edoardo ci ha parlato anche di come affrontare l’inevitabile cambiamento che sta avvenendo e che porterà un impatto notevole sulla società. Il cambiamento è inevitabile, tanto quanto è sicuro che molti lavori scompariranno per via dell’avvento della robotica e dell’IA, ma è anche vero che non va affrontato in senso negativo, bensì cercando di collaborare il più possibile, di essere resilienti e di non farci spaventare dalla tecnologia e dalle macchine che, nel medio-lungo termine, diventeranno parte integrante della società.

In conclusione, bisogna essere consapevoli delle proprie capacità, dei propri limiti e cercare di agire indipendentemente da chi si mette contro di noi o da tutti gli ostacoli che incontreremo nella vita. Dobbiamo essere aperti, collaborativi e cercare di migliorarci ogni giorno e non solo noi, ma anche chi ci sta intorno.

Come già ribadito non bisogna avere paura del cambiamento tecnologico, soprattutto dei robot che sostituiranno l’uomo in molte mansioni, in particolare quelle manuali e di progettazione, perché l’uomo ha qualcosa in più, la sete di realizzazione personale e professionale e la creatività… E questo non può essere cambiato da nessun robot.

 

Articolo a cura di Alexandru Rosu