iBook: HRevolution di Alessandro Donadio

Apre il terzo incontro del quinto ciclo di iBicocca con Alessandro Donadio, Hr innovation leader PwC e #socialorg founder.

Alessandro è anche autore di HRevolution, il libro che tanto sta facendo parlare di lui.

Nel corso del suo intervento, Alessandro ci ha parlato del suo lavoro come consulente HR e del rapporto con i suoi clienti: la consulenza non è una terapia… Il consulente non fornisce al cliente un preciso rimedio ai suoi problemi, bensì lo accompagna lungo un percorso che lo porterà a trovare le migliori strategie organizzative e un buon modello di gestione.

Il libro di Alessandro vuole essere un’occasione di incontro e di sincera condivisione di idee e spunti di riflessione da parte dell’autore con il lettore.

Alessandro ha più volte ribadito che siamo in una fase storica, che sta rivoluzionando il tradizionale mondo delle risorse umane. Di fronte al progresso tecnologico e all’inarrestabile automazione dei processi lavorativi, le risorse umane devono approdare a nuovi modelli più efficienti. Una delle più importanti task nell’ambito dell’HR è proprio la ri-umanizzazione delle mansioni: bisogna ripensare le organizzazioni in chiave antropologica e valorizzare il Capitale Umano, che è la risorsa principale a monte di qualsiasi filiera produttiva.

Durante l’incontro, è stata rimarcata anche l’importanza delle reti social e del networking.

La rete è come un cervello espanso: “Papà, cercalo su Google!” esclama il figlioletto di appena 6 anni di Alessandro quando vede il padre cercare qualcosa su libri e riviste. La rete altro non è che un’espansione delle nostre pontenzialità cerebrali e della nostra memoria. Grazie alla tecnologia abbiamo a disposizione più informazioni e più contatti.

Il compito delle direzioni HR è sfruttare questa mole di informazioni per indirizzare le organizzazioni verso uno sviluppo che punti alla valorizzazione e alla responsabilizzazione degli esseri umani che le compongono.

La chiave di ogni processo è l’essere umano e l’organizzazione deve puntare a renderlo più proattivo e partecipe alla vita aziendale… esattamente come aveva fatto Toyota negli anni ’70 quando aveva introdotto sopra le postazioni di ciascun lavoratore un pulsante che poteva fermare i macchinari della produzione se qualche output presentava difetti. Questa ha fatto sì che da una parte si evitassero troppi scarti e dall’altra ha responsabilizzato le persone e ha creato una buon sinergia uomo-macchina.

Il consiglio di Alessandro per gli studenti, per i neolaureati e per chi vuole entrare nelle HR?

Non fermarsi mai solo alle competenze formali. Coltivare dimensioni caratteriali e soft skills personali. Ricordarsi che al centro di tutto c’è l’uomo e una serie di valori umani che per diritto gli appartengono: uno tra questi è il tempo. Il tempo non ci torna indietro, quindi è bene non sprecarlo facendo cose improduttive. Bisogna approcciarsi al lavoro e alla vita in maniera produttiva, con curiosità ed energia.

Articolo scritto da Luigi Bresciani (iStudent 5.0)