iBook: Content Strategy, comunicare efficacemente nell’era di Internet

2.1 milioni è il numero dei nuovi contenuti immessi sul web ogni minuto; contenuti di natura diversa e con diverso scopo, ma che in ogni caso presentano una costante: vogliono raccontare qualcosa. Prendiamo il caso di un’azienda: attraverso il web questa può superare i mediatori tradizionali della comunicazione – giornali, radio, televisione… – gestendo internamente ciò che di sé vuole raccontare ai propri utenti e ai potenziali clienti. La comunicazione sul web diventa così un’esigenza di tutte le realtà e le figure di spicco; ma come catturare l’attenzione degli internauti?

A questa la domanda Marco Alfieri, Marco Bardazzi e Corrado Paolucci hanno voluto rispondere con il libro Content Strategy (edito da Egea), che nasce dall’esperienza dei suoi autori nella gestione della comunicazione in ENI. Presentandolo agli iStudent dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Bardazzi racconta che oggi è ancora la qualità a fare la differenza. Di fronte alla necessità di catalizzare l’attenzione di un pubblico sommerso ogni minuto da una tal mole di nuovi contenuti, sono infatti i prodotti di una strategia ben definita ad avere la meglio; prodotti studiati e soprattutto autentici.

Studiati, sì, perché, aggiunge Paolucci, la creazione del contenuto deve partire dalla definizione dell’obiettivo della comunicazione. “Avoid content for content’s sake”: è controproducente postare contenuti senza aver chiaro a quale target ci si vuole rivolgere e quali risultati si vogliono ottenere. Fondamentale dunque la conoscenza del pubblico, dei suoi gusti e della modalità di fruizione preferenziale. E se è da tale modalità che parte la diffusione del contenuto, l’obiettivo è la transmedialità con la sua riproposizione tramite altri mezzi, dalle piattaforme social ai blog alle serie TV – anche in ambito aziendale: si veda a tal proposito Il futuro dell’energia, documentario confezionato da ENI in collaborazione con Discovery Channel –. Del resto, sottolinea Bardazzi, l’avanzamento tecnologico è costante e la comunicazione deve reggere i suoi ritmi. Negli ultimi dieci anni è stato lo smartphone il focus delle strategie di comunicazione, ma in futuro? Bardazzi ipotizza un’espansione nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per esempio. E allora come sarà possibile distinguersi e mantenere l’attenzione del pubblico conquistato?

Una comunicazione efficace passa per l’emozione, la sensibilità, la conoscenza; è una comunicazione umanizzata di cui le macchine non sono capaci. Lo storytelling deve essere infatti il veicolo della storia e delle promesse di chi lo costruisce e un computer non può raccontare questi elementi in modo proficuo senza la mediazione umana. Mediazione che possibilmente preveda l’intervento di un team di figure con background diversi, che possano confrontarsi fra loro e portare valore alla comunicazione da diversi punti di vista, creando prodotti versatili.

E allora come comunicare efficacemente nell’era di Internet? Alfieri, Bardazzi e Paolucci risponderebbero con le idee chiare, una buona strategia, collaborazione e tanta sincerità.

 

Articolo a cura di Sara Ballabio