COSA E’ SUCCESSO? Riepilogo dell’evento “L’Italia non è la Silicon Valley” con Fernando G. Alberti

Oggi pomeriggio abbiamo avuto come ospite di iBicocca, per l’evento “l’Italia non è la Silicon Valley. Sfide per la competitività del sistema imprenditoriale italiano”, il prof. Fernardo G. Alberti, direttore dell’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness presso l’Università LIUC di Castellanza, nonché collaboratore del prof. Michael E. Porter presso la Harvard Business School e professore di economia e management delle reti e delle piccole imprese presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Il tema centrale dell’evento è stata l’analisi sulle differenze principali tra il panorama imprenditoriale italiano e quello della Silicon Valley. Il titolo provocatorio dato all’evento aiuta a guardare in faccia la realtà, cercando di analizzare la situazione in maniera più schietta e ambendo a creare un clima positivo per fare impresa anche in Italia.
La Silicon Valley rappresenta, ad oggi, uno dei centri imprenditoriali e di innovazione tra i più floridi al mondo: ospita gran parte delle imprese che negli ultimi anni hanno cambiato il mondo –Google e Apple, per fare qualche nome -, oltre che alcune delle Università più prestigiose al mondo, tra cui Stanford e Berkeley. Tutto ciò favorisce il crearsi di un contesto capace di attirare Premi Nobel (a cui addirittura è riservato un posto auto personale), Venture Capital (quindi investimenti) e talenti da tutto il mondo.
Viceversa, l’Italia negli ultimi decenni è rimasta indietro, incapace di adattarsi alle nuove sfide e di sviluppare un sistema “amico delle imprese”. I presupposti negativi sono molteplici: l’eccessiva burocrazia anche per le pratiche più semplici, un livello di tassazione a carico dei cittadini e delle imprese non accompagnato da servizi adeguati, una corruzione che affossa il Paese, un livello infrastrutturale inadeguato sotto diversi punti di vista e un sistema finanziario complessivamente incapace di sostenere la crescita e lo sviluppo. Appare evidente che in un contesto del genere anche una buona idea e un buon piano di realizzazione partano con un handicap difficilmente recuperabile, che rende le imprese meno competitive in partenza.
Analizzato il problema, come in ogni analisi che si rispetti, occorre ipotizzare una soluzione. Secondo il Professor Alberti è inutile e fallimentare tentare di imitare il modello della Silicon Valley, poiché ogni area geografica ha le sue caratteristiche e peculiarità che la rendono unica e irripetibile. Occorre, invece, cercare di cogliere e di sfruttare i propri punti di forza, sviluppandoli in maniera intelligente, dando importanza non tanto a cosa si fa ma a come lo si fa.
Il compito di rendere il sistema Paese più competitivo è affidato alle nuove generazioni, che avranno l’onore e l’onere di rilanciare il Paese.
L’incontro ha cercato di imprimere un senso di speranza e di fiducia. Nulla si può dire circa la riuscita o meno dell’arduo compito, ma una cosa è certa: la strada da percorrere è lunga e tortuosa.

Scritto da Davide Rossetti