iExample: FindMyLost con Elena Bellacicca

Spesso capita di perdere qualcosa, sui treni, sugli autobus, alle fiere, in aula, insomma ovunque. Magari è qualcosa a cui teniamo, e spesso ritrovarla diventa un vera impresa. FindMyLost è una start-up che, tramite una intuizione, ha risposto con un servizio ad una necessità cogliendo una opportunità del mercato: ritrovare i propri oggetti smarriti.

L’idea nasce in occasione di Expo Milano 2015. La fondatrice della futura start-up, Elena Bellacicca, costituisce un team e partecipa ad un bando richiedente idee utili e innovative per Expo proponendo la propria idea: una piattaforma in cui, chi avesse ritrovato degli oggetti smarriti, avrebbe potuto segnalarli, e chi l’avesse persi avrebbe potuto cercarli. Vincono il bando e con il budget messo a disposizione realizzano l’idea. E’ un successo: diecimila sono gli oggetti smarriti caricati sulla piattaforma e venti milioni i visitatori.

Passato il test di Expo, nel 2016, il team decide di fondare l’impresa, costituita nella forma di Srl. Il team, inizialmente costituito dalla fondatrice e CEO, Elena Bellacicca, da un un legale, Federico Pedinelli, e dal responsabile sviluppo Roberto Vergani, individua il primo target economico – raccogliere un budget di centomila euro – e parallelamente svolge una analisi di mercato, modificando il radicalmente il proprio modello di business, da B2C a B2B, rilevando la inefficienza dei servizi di ritrovamento oggetti smarriti di molte imprese e la conseguetne insoddisfazione dei clienti. Iniziano così i contatti con Trenitalia, Malpensa, le fiere, che vedono in FindMyLost la possibilità di sgravarsi di un compito costoso e dispendioso in termini di tempo e risorse, ovvero la gestione degli oggetti smarriti ritrovati dalla azienda. La start-up passa così dal fornire un servizio diretto agli utenti a fornire il proprio servizio alle aziende che ne necessitano, tra le quali anche Rail Delivery Group, compagnia ferroviaria inglese.

La start-up è solo all’inizio del suo percorso e si pone la domanda <<come andare avanti?>>. Portare avanti un modello di business e scalarlo richiede investimenti. FindMyLost risponde a questa esigenza con una campagna di crowdfounding, a sua volta una operazione complessa ed energivora, che impone di tener conto di molti fattori e far percepire a chi investe che “sta facendo un buon investimento”. Il team impara così che che webinar per dare risposte agli investitori, il mostrarsi presente e padrone della situazione e guidare l’aspetto emotivo sono tutte variabili da controllare per riuscire in una campagna di crowdfounding. Ma il risultato è eccellente, e il budget raccolto è il doppio del previsto.

Ottenere investimenti senza avere una idea della direzione da seguire però è inutile, quindi è necessario ampliare i contatti con le imprese potenziali clienti, affinare la value proposition e il modello di business, in base ai feedback e alle risposte del mercato di riferimento. Così si struttura meglio il prodotto – la App, in dotazione al soggetto della azienda target preposto al ritrovamento degli oggetti, e il sito internet, per chi ha perso qualcosa e vuole ritrovarlo. Il business model si arricchisce di altri aspetti – tra cui le aste di oggetti smarriti non più reclamati, riproposte in forma virtuale sulla piattaforma web. I clienti target vengono divisi in priorità – comuni, compagnie aeree e ferroviare per primi, compagnia di trasporto autobus, car sharing e hotel in secondo luogo, e retail in terza istanza. I competitors vengono catalogati per avere una visione più chiara del mercato in cui si opera.

Per ogni modifica del business model viene eseguito un test, rilevate le metriche e presa una decisione. Così si struttura una impresa in grado di trasformare un meccanismo da costoso e dispendioso di tempo in un modello di business che produce ricchezza, economica per l’azienda, ed emotiva per gli utenti finali, finalmente in grado di ritrovare i propri oggetti smarriti.

Daniel Romano